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Il 27 marzo a Colonne 28

Con la partecipazione del Coro Ars Canto Giuseppe Verdi nella trasposizione per coro dell’album integrale La Buona Novella di Fabrizio De Andrè

Le 15 tavole della Via Crucis, composte appositamente per il caratteristico spazio ibrido, stratificato nei
diversi ruoli di chiesa/officina/galleria, di Borgo Delle Colonne 28, vogliono essere una rivisitazione in
chiave attuale della canonica Via della Croce che porta Cristo dalla condanna alla morte e resurrezione.
Senza deviare dalle tematiche proprie di ciascuna scena, ma ampliandone le recinzioni dogmatiche
imposte dalla loro funzione liturgica, la Via della Croce, vale a dire la sequenza culminante di quella che
è stata definita da Hollywood come “la più grande storia mai raccontata”, si apre qui a significati che
possono essere comuni a tutti e la figura di Cristo diventa anonima e universale.
Gli incontri e le cadute, gli abusi e i brevi momenti di ristoro che il protagonista attraversa nel suo
percorso obbligato, non sono più legate ai precetti morali del cristianesimo ma diventano immagine della
nostra esperienza del mondo.
Un mondo sovraffollato, denso di simboli che si combinano fra loro spesso senza giungere ad una
soluzione, un mondo violento dove il massacro si mischia facilmente alle risate di un carnevale
irresponsabile (“carnevale” che alcuni fanno risalire a “carnem levare” ossia addio alla carne), dove il
dolore viene occultato anche se la sua rimozione è il centro e il motore di questa sfilata di maschere
impersonali.
Oltre all’immenso contenitore iconografico offerto dalla storia dell’arte cristiana, che da sempre ha
rappresentato le scene della deposizione, della crocifissione, della pietà… e oltre ad alcuni riferimenti, a
volte espliciti, a quadri novecenteschi come “l’entrata di cristo a Bruxelles”, “massacro in corea” o “La
sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche”, una suggestione determinante per stabilire il carattere
compositivo di questa via crucis, è data proprio dalla doppia funzione che nel tempo ha avuto lo spazio di
BDC28 prima di essere convertito in spazio espositivo: inizialmente una chiesa seicentesca intitolata a
Santa Maria della Pace che dopo la sconsacrazione è diventata durante il novecento una officina
meccanica e un garage.
Questa doppia radice al tempo stesso spirituale e meccanica, sacrale e tecnica, è rintracciabile
nell’attrito di forze opposte che percorre le 15 tavole di questa serie, tanto nei suoi codici figurali quanto
nello schema compositivo di fondo.
All’interno della mostra, oltre alle tavole definitive, allestite in posizione permanente sui pilastri della
navata centrale, è presente un raccoglitore in cui vengono messi a confronto i collage originali con le
stampe di partenza (una serie di oleografie di produzione italiana risalenti gli anni 30 del novecento).
Attraverso questo confronto è possibile fare esperienza del radicale processo di trasformazione che
viene messo in atto dall’autore durante la lavorazione dell’immagine.
L’intera serie è stata realizzata dal febbraio 2022 al dicembre 2023.

BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis
BDC78: Pasquale de Sensi - Via crucis

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